Arrivati...

scritto da Frato
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 4 ore fa • Revisionato 4 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Frato
Autore del testo Frato

Testo: Arrivati...
di Frato

Il nostro   primo   viaggio in aereo fu …  in pullman. Ora, è alquanto difficile   scambiare un pullman per un aereo; anzitutto; un   pullman non ha le ali.  Potrebbe volare   solo   nel malaugurato caso che l’autista, colto da un colpo di sonno, sbattesse contro il guard-rail e precipitasse nel   torrente di sotto, al termine della scarpata. Una cosa, però ce   l’hanno in comune, i pullman e gli   aerei: entrambi possiedono la scocca esterna in metallo.

Finalmente, eravamo   in aereo, a Milano Malpensa e con destinazione Istanbul

“E   stai un po’fermo, no?”

“”Ma l’’avranno messo il gas?”

Mio figlio era preoccupato per il gas abituato com’era alla nostra auto, che andava, per lo più,  a  gas. Dietro di noi, stavano mia moglie e la figlioletta.

Non si lasciò, lui, sfuggire   l’occasione di imbrattarmi il borsello e il vestito (l’unico   che avevo) con  un  ottimo –credo-  succo di frutta.

“Mi raccomando: non dirlo alla signorina”

“Certo che no” gli risposi.

 

Nel taxi davanti c‘era lei con   i bambini; dietro, in un altro taxi, c’ero io con i bagagli.

Una pioggerella sottile e fredda bagnava la strada, il braccio di mare, alla mia destra, era di un grigio insistente. Una leggera nebbia mi consentiva di distinguere, lontano lontano, i minareti  della  moschea  blu:  un’angoscia  ijnspiegabile  mi stringeva  il cuore.

 

Arrivati... testo di Frato
5